Packaging e Cantina Balares. Il racconto di come nascono le nostre etichette e le nostre bottiglie, vi trasporterà in un universo dove vista, olfatto e gusto lavorano all’unisono per sussurrare le più nascoste caratteristiche dei nostri vini, che si trasformano grazie a diverse tecniche produttive, regalando sensazioni uniche al palato.

In principio nacque il logo

Abbiamo chiesto un simbolo che raccontasse della nostra terra e della nostra passione per il vino. C’è stato proposto un marchio che sintetizzava tutto quello che il nostro territorio offre: dal sole, al mare, fino alla terra e alle rocce. Racchiusi in una bottiglia, incorniciati dalla cultura tessile. Nasceva Cantina Balares.
Packaging of the World

L’importanza del packaging per il consumatore

Produciamo vino, non siamo esperti di design, ma sappiamo con assoluta certezza quanto sia importante per la conservazione dei vini e nell’odierno mercato del marketing, la forma e l’aspetto del packaging.

Ci è stato spiegato che per distinguerci e avere un’identità precisa, dovevamo osare. Immaginare uno scaffale di un’enoteca o di un supermercato con numerose bottiglie: la nostra si sarebbe distinta?

Il packaging svolge un ruolo di confezionamento e presentazione del prodotto, ancor prima dell’assaggio. Rappresenta il contenuto e l’azienda, informando il consumatore.

Jeda: bottiglia ed etichetta

Il primo vino “ad uscire” in produzione è stato il nostro Vermentino Jeda. La scelta di una bottiglia, bordolese golia, completamente trasparente, dalla forma elegante, collo corto e spalla alta, che facesse risaltare il colore inequivocabile del vermentino. Quel giallo oro, con sfumature di giada (Jeda) che ha reso questa tipologia di vini, famosa in tutto il mondo.

Dal colore del vino e dai disegni tradizionali dei tappeti galluresi, nasceva l’etichetta. Geometria e dinamicità. Forme tipiche che rappresentano le strutture granitiche (romboidali) e raccontano secoli di storie, tramandate e incise sul tessuto: oro per il vino, azzurro come il cielo della Gallura.
Jeda - Cantina Balares

Fraìli: telai e ferro

Rosso rubino, corposo e profumato: Fraìli, dal latino faber, significa precisamente bottega del fabbro. La scelta della bottiglia per mantenerne e preservarne i sentori fruttati. Una bordolese classica, tipica e originaria del bordeaux, nella variante dal collo allungato. Scura come l’ossido del ferro, elegante e imponente.

La capsula rossa, descrive il contenuto ancor prima dell’apertura. Cromaticamente racconta e parla di ferro (rosso sangue). L’etichetta è antracite e l’incisione in rilievo bianca, un chiaro omaggio a Maria Lai, rimanda ai telai e racconta la Sardegna; usi e costumi di questa terra. Un tributo alle donne sarde del passato, esempio di grande maestria nell’utilizzo di fili, trame e tessuti, grafismo in smalto lucido.
Fraìli - Cantina Balares

Vino, lavorazione della terra e studio del design

Come avrete capito dietro i nostri vini non c’è solo la passione e il lavoro in vigna, c’è tanto altro: studio e cultura. Le nostre bottiglie si sono meritate la selezione su Packaging of the World, una soddisfazione personale che ci ripaga di tanta dedizione e impegno.

Progetto grafico: ctrl+f / web agency
Art direction: Roberta Soru
Crediti: packagingoftheworld.com

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